domenica 27 gennaio 2013

Torta di zenzero e arancia, senza uova!

Questo dolce è frutto di uno dei miei soliti esperimenti: anche se non ho particolari esigenze alimentari, infatti ( a parte il fatto di essere vegetariana), mi piace tanto provare a realizzare ricette che siano prive di questa o quella cosa: senza burro, senza latte, senza farina, senza cereali, senza zucchero, senza glutine e, in questo caso... senza uova! Non lo faccio per vera necessità, ma piuttosto per curiosità, e per vedere se altri ingredienti possono essere piegati in modo tale da sostituire  perfettamente ciò che ho deciso di eliminare. 
In questo caso, ho preparato questa ciambella molto leggera che, ho pensato, essendo senza uova può essere spazzolata a cuor leggero anche dopo ad esempio un pranzo a base di uova, visto che da quando sono vegetariana ne mangio tante. Per legare l'impasto qui c'è la marmellata di arance, che dona una consistenza densa e compatta ma allo stesso tempo scioglievole, oltre a un dolce aroma agrumato che si sposa bene allo zenzero e viene esaltato dal Cointreau.


Devo dire che secondo me l'assenza delle uova non si percepisce, questa torta è buona indipendentemente dagli ingredienti che contiene o meno! Oltretutto, può essere apprezzata anche da chi è vegano o intollerante al lattosio: basta sostituire il burro con un sostituto vegan e il latte con un latte vegetale, per esempio d'avena.



La ricetta della torta all'arancia & zenzero

Ingredienti:
  • 100 g di burro
  • 125 g di zucchero soft brown (quello con la melassa)
  • 125 g di marmellata di arance
  • 200 g di farina
  • 150 ml di latte
  • Cointreau q.b.
  • le zeste di un'arancia
  • 1/2 cucchiaino di cannella
  • 1 cucchiaio di zenzero
  • 2 cucchiaini di lievito per dolci
Preriscaldare il forno a 180°C.
Lavorare il burro e lo zucchero per renderli leggeri e spumosi, aggiungere poi la marmellata e successivamente metà della farina; incorporare il latte, uno spruzzo di Cointreau e la scorza d'arancia, e dopo il resto della farina, le spezie e il lievito. 
Quando il composto è omogeneo, versarlo nello stampo imburrato e infarinato e cuocerlo per circa 30 minuti.
Lasciar raffreddare il dolce per un quarto d'ora nello stampo prima di sformarlo.



Ottimo con una pallina di gelato alla panna o un po' di crema inglese.




domenica 20 gennaio 2013

Crostata pere, ricotta & cioccolato, con frolla alla castagna

Questa crostata mi ha dato molta soddisfazione.
Così tanta che a dire il vero che in casa mia è durata mezza giornata...



E' composta da un guscio di frolla burrosissima fatta con sola farina di castagne (è il burro che la tiene insieme ;-) ripiena di una morbida crema di ricotta e cioccolato al latte, il tutto poi sormontato da fettine di pera.
Giuro solennemente che questo dolce è leggerissimo e anche, tutto sommato, davvero sano! Infatti è privo di:
  1. Glutine (c'è solo farina di castagne, che non ne contiene);
  2. Cereali (però la castagna cos'è? Un frutto?? Ummm...)
  3. Zuccheri aggiunti: a parte ovviamente quelli contenuti nel cioccolato, ma io ho usato una tavoletta di quello senza zucchero!
Insomma, sono stata veramente fiera della mia "bella" crostatina, e anche se certamente avrei potuto decorarla con più maestria, tutti hanno giurato che era deliziosa, che poi è quello che conta! :-)
Ah, un'ultima cosa: io ho commesso il grande errore di dimenticare l'uovo nel ripieno di ricotta (ero al telefono col fidanzato e ciò mi ha distratta), e il risultato è che per farla rassodare l'ho dovuta tirare fuori dal forno ogni dieci minuti per asciugare con la carta l'acqua che usciva da sotto le pere! Incubo!! Fate a voi stessi il favore di essere più furbi di me...


La ricetta della crostata pere, cioccolato & castagne

Ingredienti
Per la frolla:
  • 400 g di farina di castagne
  • 2 uova
  • 150 g di burro a temperatura ambiente
  • 150 g di zucchero semolato
  • latte q.b.
Per il ripieno:
  • un cestino piccolo di ricotta freschissima
  • una tavoletta di cioccolato al latte
  • 1 uovo grande oppure 2 uova piccole
  • pere q.b. per ricoprire la superficie della crostata
  • succo di limone
Preparare la frolla secondo il proprio procedimento: io prima sbriciolo insieme velocemente burro farina e zucchero, usando la punta delle dita, poi faccio la fontana, ci sguscio in mezzo l'uovo e continuo a impastare fino a che il tutto non sta insieme, ma comunque per il minor tempo possibile. Aggiungo un goccio di latte solo se strettamente necessario. (Oppure butto tutto nella planetaria con il gancio a foglia e spengo non appena l'impasto dà segni di compattamento).
Avvolgere il panetto di frolla nella carta forno e riporlo in frigo.
Procedere con la crema: sciogliere a bagnomaria il cioccolato, versarlo in una ciotola e amalgamarlo con la ricotta setacciata e l'uovo.
Sbucciare le pere, tagliarle a fettine sottili e bagnarle con succo di limone per non farle annerire.
Ungere con burro chiarificato uno stampo da crostate.
Tirare la frolla fuori dal frigo, deporla sul piano infarinato e darle qualche colpo deciso col matterello, poi stenderla non troppo sottile. Trasferirla sullo stampo, bucherellarla con la forchetta e poi lisciarla con il dito.
Riempire il guscio di pasta con la farcia e disporvi sopra le fettine di pera in due cerchi di direzione opposta.
Cuocere a 190°C finché la pasta non è ben cotta e il ripieno rassodato.

Note: 
Se non siete interessati a evitare lo zucchero, potete usarne un paio di cucchiai per spolverizzare le pere prima di mettere la torta in forno, e alla fine passarla due minuti sotto il grill!

Questo dolce è adatto ai celiaci, agli intolleranti ai cereali e, se fate la versione senza zucchero, ai diabetici :-)


Barrette ai cereali per l'inverno

Me voilà!
La mia presenza sul mio stesso blog si sta facendo a dir poco saltuaria... In verità avrei tutte le carte in regola per sentirmi altamente in colpa, ma per fortuna la mia indole di avvocato mancato accorre pronta a fornirmi tutta una serie di giustificazioni perfettamente accettabili. Non ultimo il fatto che sono pericolosamente vicina al mio primo esame universitario!
Povera piccola me!
Sono più o meno nel puro totale panico, anche adesso mentre scrivo il post sento su di me lo sguardo minaccioso dei libri e degli appunti che mi fissano con disapprovazione dall'altro lato della scrivania. E non si limitano a guardare, parlano anche i maledetti! Mi richiamano ai miei doveri con voce ultraterrena. Uff.
Prima o poi finirò per cadere vittima delle stupidaggini che scrivo.

Meno male che oltre ad andare in paranoia so anche gratificarmi!
Ecco qui un mezzo di incoraggiamento semplice e veloce: 


Sono delle barrette ai cereali che si prestano volentieri ad essere mangiucchiate in ogni momento della giornata, ma che io vedo particolarmente adatte soprattutto per concedersi una pausa da qualcosa di spossante... All'apparenza sembrano molto caste e persino quasi sane, ma non fatevi ingannare! Sono a dir poco goduriose, oltre che super energetiche :-)


La ricetta delle barrette ai cereali

Ingredienti:
  • 100 g di burro salato
  • 200 g di zucchero muscovado
  • 100 ml di latte intero
  • 1 uovo, a temperatura ambiente
  • 175 g di farina (anche integrale)
  • 250 g di muesli con frutta secca
  • 3 cucchiai di miele
  • 60 g di crema spalmabile al cioccolato
  • 1 cucchiaino di lievito per dolci
Preriscaldare il forno a 180°C e rivestire di carta forno una teglia di 20cm x 30 cm.
Sciogliere in un pentolino il burro insieme allo zucchero e al latte. Togliere dal fuoco e aggiungere tutti gli altri ingredienti, amalgamandoli bene. 
Versare il composto nella teglia lisciandolo bene con una spatola.
Cuocere per circa 15-20 minuti. Lasciar raffreddare per diverse ore prima di sformare e tagliare le barrette con un bel coltello.



Ecco qui! Mi ero scordata di dire che a fare questa ricetta ci si mettono (per davvero) 5 minuti??






giovedì 8 novembre 2012

I brownies dello scoiattolo, senza farina ma con le nocciole...

Qualche giorno fa mi sono svegliata con l'inaspettata vista delle montagne innevate... Niente di trascendentale, per carità, ma giusto quella spolverata di bianco ha contribuito a farmi entrare nel vero e proprio mood invernale, a farmi desiderare con più forza il calduccio della mia casa, una tazza di tè speziato e la mia coperta preferita quando, alla sera, rientro stanca e infreddolita.



E, in verità, se ci si mettono anche questi divini brownies il quadretto d'inverno risulta appena appena più convincente: dolci cremosi che scivolano senza opporre resistenza nel mio pancino bisognoso di coccole, regalandomi qua e là un pezzetto di nocciola croccante... Per non parlare dello zucchero a velo che mi ricorda quella neve dove spero di poter presto affondare gli stivali ;-)



La ricetta dei brownies alle nocciole

Ingredienti:
  • 200 g di cioccolato fondente al 70%
  • 170 g di burro
  • 1 cucchiaino di estratto di vaniglia
  • 150 g di zucchero
  • 3 uova sbattute
  • 150 g di nocciole tritate finemente
  • 100 g di nocciole tritate grossolanamente
Sciogliere a fuoco bassissimo (o, anche meglio, a bagnomaria) il cioccolato spezzettato e il burro a cubetti, togliere dal fuoco e mescolare per avere un composto bello liscio. Aggiungere lo zucchero e la vaniglia, poi lasciar intiepidire. Quando la crema non è più molto calda incorporare le uova e tutte le nocciole. Cuocere nel forno preriscaldato a 170° per 25-30 minuti, sfornare e lasciar raffreddare nella teglia. 


Questi brownies saranno ancora più buoni se li lascerete riposare per diverse ore, se non tutta la notte, in frigo: si compatteranno prendendo una consistenza simile al fudge! *__*



Note: Non essendoci presenza di farina, questo dolce è perfetto anche per chi è intollerante al glutine; per variare un po' si possono sostituire le nocciole con le mandorle o le noci, ma non con i pistacchi o le noci del brasile perché questi frutti renderebbero ancora più grasso un impasto già non proprio leggerino... :-)


domenica 4 novembre 2012

Cheesecake di ricotta e fichi al miele

Bonjour, oggi voglio presentare a tutti i piccoli, amabili fichi che crescono sul mio alberello in giardino.


Pensate un po' che la creatura è stata piantata solo l'anno scorso, e, nonostante madre e io (vabbè, più che altro io) non abbiamo proprio il pollice verde, ci ha già regalato un sacco di soddisfazioni, principalmente sotto la forma di un sacco di fichi. Fichi buonissimi! Infatti per ora questo è l'unico dolce che ci sono riuscita a fare, in quanto di solito me li divoro appena colti dalla pianta... Comunque, stavolta l'attesa di non mangiarli subito è valsa la pena, perché questo cheesecake è veramente buono, pur nel suo aspetto un po' rustico ;-)

La crema è molto leggera, a base di ricotta e yogurt greco, per godersi il dolce senza neanche un minuscolo senso di colpa; i fichi caramellati con burro e miele sanno di autunno e di natura.


La ricetta del cheesecake ricotta, fichi e miele

Ingredienti per la base:
  • 300 g di digestive all'avena
  • 140 g di burro
Ingredienti per la crema:
  • 250 g di ricotta
  • 400 g di latte condensato zuccherato
  • 500 g di yogurt greco
  • 2 uova
Per i fichi:
  • 6 fichi
  • 2 noci di burro
  • 1 cucchiaio colmo di miele fluido delicato
Preparare la base polverizzando nel mixer i biscotti e unendo il burro fuso. Imburrare uno stampo a cerniera, foderarlo con la carta forno e pressare bene le briciole sulla base. Mettere in frigo a compattarsi, e nel frattempo preparare la crema mescolando insieme prima la ricotta, lo yogurt e il latte condensato e poi incorporando le uova, una per volta. Non aggiungere zucchero, perché il latte condensato è già dolce! Una volta pronto il composto, versarlo sulla base di biscotti e infornare a 175° fino a quando il dolce non sarà rassodato.
Per i fichi, far sciogliere a fuoco dolce il burro con il miele e lasciar caramellare leggermente, poi unire i fichi tagliati a metà e aspettare che il liquido di cottura si addensi e diventi una specie di sciroppo. A questo punto i fichi dovrebbero essere belli morbidi ma non sfatti: toglierli dal fuoco, lasciarli freddare un po' e disporli sul dolce freddo, versando sopra anche un po' di sciroppo al miele.

Nota: Quando ho fatto questa torta mi sono preparata per prima cosa i fichi, e poi ho aggiunto alla crema gran parte del liquido di cottura dei frutti, riservandone solo poco per la guarnizione: siccome però qualcuno mi ha detto che lo strato cremoso era troppo dolce, nella ricetta ho modificato il procedimento per dar modo di aggiungere una quantità di sciroppo minore... A me la mia versione è piaciuta molto, quindi lascio a voi la scelta!

giovedì 1 novembre 2012

Whoopies alla zucca

Buona festa di Ognissanti! La mia ulteriore lunga assenza dal blog questa volta è dovuta a motivi altamente giustificabili... In realtà, ho semplicemente iniziato l'università e quindi ho avuto bisogno di adattarmi un po' a ritmi per me tutti nuovi: la vita da pendolare sempre sul treno, ahimè, e la stanchezza che ti fa addormentare sull'autobus e perdere la fermata, che ti fa addormentare a lezione e perdere la spiegazione, che ti fa addormentare la sera alle nove e perdere la telefonata del fidanzato... Beh suppongo di non essere la prima a doversi lamentare di tutto ciò, no? ;-)
Università tralasciando, volevo dire una parola veloce su quell'esperienza tanto decantata del corso base di pasticceria all'Alma: ecco, per cominciare premetto che appena uscita ero entusiasta, ho passato i primi giorni a casa rimpiangendo le mie ore nel laboratorio, i ritmi pressanti della mia giornata, le ore passate tentando di stirare la mia maledetta divisa, ma anche le risate con la mia adoratissima coinquilina. Volevo davvero tornare alla scuola! Poi, riflettendo, pian piano mi sono resa conto anche di alcune cose che non mi hanno lasciato un segno del tutto positivo, come la ricerca costante di un a disciplina ostentata, ma secondo me fasulla, e uno scarso interesse nei nostri confronti da parte della scuola in generale. Tirando in breve le somme, ho capito che questa mia passione per la pasticceria merita al 100% di essere curata, coltivata e fatta esprimere in tutte le direzioni possibili, però allo stesso tempo sento di non volerla necessariamente incanalare in un percorso prestabilito, come quello della scuola. Certo, mi piacerebbe molto che la mia strada fosse facilitata e aiutata, ma forse, per la persona che sono, è più importante arrivare magari più lentamente ai miei traguardi, però con la serenità di aver usato esattamente e soltanto gli strumenti che voglio io.

Ok, dopo questi aggiornamenti vari eccomi al momento della ricetta (squillo di tromba): Whoopie pies alla zucca!


Gli whoopie pies sono degli iconici dolcetti americani, formati da due biscotti molto morbidi appaiati e farciti fa una crema. Le combinazioni di sapori sono veramente infinite, e devo dire che  se i biscotti in sé li trovo sempre deliziosi, per contro le creme per il mio gusto sono spesso veramente troppo stucchevoli, soprattutto quell'orribile marshmallow fluff, una specie di meringa che sembra, e sa di, schiuma da barba! 
Per questo motivo, ho scelto per i miei whoopies una combinazione di sapori delicata e non troppo dolce: zucca per l'impasto e formaggio cremoso e gianduia per la crema. Si, lo so che in questo periodo va molto di moda dirlo, ma che ci posso fare, io la zucca la amo proprio alla follia! E' decisamente uno dei miei ortaggi preferiti, e la mangio in mille modi (presto su questi schermi altre ricette) ma la apprezzo soprattutto nei dolci, a cui regala un aroma incredibile, e pure un bel colore... In questa versione l'ho abbinata a una semplicissimissima crema di philadelphia e cioccolato gianduia, che ne complementa il sapore andando allo stesso tempo a smorzarne un po' la dolcezza. 
Fatemi il piacere, provate questi dolcini perchè sono buonissimi, nonchè perfetti da afferrare al volo quando la mattina siete in ritardo per il treno e dovete fare colazione... :-)


La ricetta degli Whoopie pies alla zucca

Ingredienti:
  • 390 g di farina
  • 1 cucchiaino di lievito
  • 1 cucchiaino di bicarbonato
  • 1 cucchiaio di cannella
  • 1 cucchiaino di zenzero
  • 1 pizzico di noce moscata e 1 di chiodi di garofano
  • 1 grosso pizzico di sale
  • 225 g di burro a temperatura ambiente
  • 210 g di zucchero (magari di canna)
  • 2 uova a temperatura ambiente
  •  425 g di purea di zucca, fatta cuocendo della zucca al vapore e poi frullandola
Sbattere burro e zucchero con le fruste per montarli, poi aggiungere le uova, una per volta; incorporare la zucca e la farina setacciata con il lievito e le spezie. Mescolare brevemente fino a ottenere un composto omogeneo e poi formare dei mucchietti regolari sulla teglia foderata con carta forno, distanziandoli almeno 5 cm: io per questa operazione ho usato un porzionatore per gelato, in modo da avere sempre la stessa quantità di impasto e una forma rotonda più precisa.
Cuocere nel forno preriscaldato a 180° per circa 10-12 minuti, o comunque fino a quando toccando i dolcetti non rimarrà più l'impronta del dito. Far raffreddare sulla griglia, e nel frattempo preparare la farcitura mescolando con le fruste 200 g di formaggio cremoso con del cioccolato gianduia fuso, io sono andata un po' a gusto, partendo con una piccola quantità e assaggiando per ottenere il risultato che volevo, ossia non troppo dolce ma che comunque si sentisse il cioccolato...indicativamente, direi di utilizzare una dozzina di quadratini di gianduia, non molti di più.
Quando i biscotti sono ben freddi, accoppiarli con la crema.
Fatto!! Ricordatevi di conservare i vostri whoopie pies in frigo, e magari di tirarli fuori una mezzora prima di mangiarli. Sentirete che buoni...





mercoledì 26 settembre 2012

Avocado frozen yogurt

Oh sì, sono tornata! Tornata a casa, tornata alla mia vita normale, e ovviamente tornata sul blog... Più volte ho scritto che avrei dato alcuni aggiornamenti in tempo reale sulla la mia permanenza all'Alma, Scuola Internazionale di Cucina Italiana, ma poi, vi dirò la verità, la sera ero sempre troppo stanca per scrivere un post! Giuro su tutti i biscotti del mondo che domani prossimamente faccio un resoconto bello pieno... 
Nel frattempo mi limito a questa constatazione: sono partita in estate, torno a casa e... trovo l'autunno! Settembre è già quasi agli sgoccioli, l'aria è frizzante, le giornate sono molto più corte e il colore della luce pomeridiana lascia presagire quello che tra poco avranno le foglie. Tutto ciò mi appaga perché io adoro l'autunno, ma allo stesso tempo mi sento decurtata di un mese (dal momento che chiusa dentro la scuola non mi sono minimamente resa conto di quel che succedeva fuori); dunque, per ricreare un pezzettino di quel fine-estate che mi sono persa, ecco qui la mia ultima ricetta veramente estiva: Avocado Frozen Yogurt! C'è avocado. C'è yogurt. Ed è frozen... ovvero infilato in freezer senza tante cerimonie né turbamenti. Una di quelle cose che da quanto sono semplici sembrano stupide. Poi, le assaggi...


La ricetta dell'avocado frozen yogurt

Ingredienti:

  • 1 avocado maturo
  • 250 g di yogurt intero alla vaniglia
  • 5 cucchiai di miele non troppo liquido
Sbucciare l'avocado e privarlo del nocciolo, metterlo in una grande ciotola e schiacciarlo leggermente con una forchetta, poi aggiungere lo yogurt e il miele e amalgamare. Frullare il tutto con il minipimer e versare nella gelatiera, o come ho fatto io, in una ciotola di plastica con coperchio, da riporre in freezer per un'oretta e tirare fuori ogni 15 minuti per dare una vigorosa mescolata. Quando si raggiunge una bella consistenza cremosa e non troppo congelata lo yogurt è pronto da servire; se c'è la necessità di lasciarlo in freezer a lungo prima di mangiarlo, conviene farlo prima ammorbidire in frigo per mezz'ora.


Nota sullo yogurt: Io ne ho usato uno classico alla vaniglia, ma certamente uno all'ananas o al mango avrebbe amplificato l'effetto tropicale... :-) Inoltre, se volete ottenere un risultato più corposo usate lo yogurt greco, ma ricordate di aggiungere almeno altri 2 o 3 cucchiai di miele per neutralizzare l'acido!




domenica 2 settembre 2012

Blondies

Conoscete i blondies vero? Sono i cugini pallidi dei brownies, fatti di solito con il cioccolato bianco o proprio senza cioccolato. Sono molto calorici. Sono buonissimi.
Ok, seconda domanda: siete per caso a dieta, o state attenti al peso? Bene! Nel senso, non c'è niente di male... Anche io nella settimana precedente la mia partenza per l'Alma ho buttato un occhio alla bilancia, prevedendo che al corso nella mia dieta si sarebbe verificato un notevole incremento di carboidrati raffinati a tutte le ore del giorno (e si, si è verificato. Per motivi di studio, ovviamente).
Con queste premesse volevo quindi materializzare dei dolcetti che fossero abbastanza leggeri da poter essere mangiati anche in quantità (come piace a me ;-) senza troppi sensi di colpa, Ed eccoli lì!


Si tratta di blondies mooolto rivisitati, fatti con un ingrediente che ultimamente su internet si vede molto e che volevo sperimentare: i fagioli! Si lo so, immaginarseli in un dolce all'inizio faceva accapponare la pelle pure a me, ma poi la curiosità ha vinto sul ribrezzo e ho provato... Miracolo, non si sente per niente il sapore. Ve lo giuro. Per essere sicura di non mettere sul blog una ricetta buona solo per il mio palato, comunque, ho fatto un test su mia mamma, alla quale ho fatto assaggiare i dolci senza dirle cosa c'era dentro... E non lo sa tutt'ora. La sua sorpresa infatti è stata tutta positiva, e non legata al sapore, che le è piaciuto molto, bensì alla consistenza, che è qualcosa di insolitamente delizioso perché questi blondies si sciolgono letteralmente in bocca! Sembrano cremini! In più c'è il contrasto con la crosticina dovuta allo zucchero spolverato sul fondo degli stampini. E allo stesso tempo sono pieni di proteine e davvero, davvero poco calorici. Insomma, un successo nei miei circoscritti periodi di dieta. Poi non è mica che debbano sostituire i dolci pieni di burro, eh! Per carità! :D

La ricetta dei blondies

Ingredienti

  • 230 g di fagioli cannellini scolati e sciacquati
  • 3 cucchiai di olio di cocco
  • 1/2 cucchiaino di lievito per dolci
  • 2 cucchiaini di estratto di vaniglia
  • un pizzico di sale
  • 1/2 tazza di zucchero
  • 1 vasetto di yogurt alla vaniglia
  • 25 g di fiocchi d'avena
  • 2 cucchiaini di cannella 
Frullare il tutto MOLTO BENE nel mixer. E' importante che la parte fibrosa dei fagioli si triti il più possibile, quindi quando il composto sembra omogeneo in realtà bisogna mixarlo ancora per due minuti. Spolverare un po' di zucchero di canna sul fondo degli stampini in silicone, riempire con l'impasto e infornare a 180° per circa 40 minuti o finché si rassodano. Tutto qui!

Mrs Beeton's custard

Questo è un dessert molto fresco che ho preparato la settimana scorsa, quando le temperature erano ancora super torride; per l'esattezza, è anche l'ultimo che ho fatto prima di partire per la mia avventura all'Alma, che sto vivendo con grande soddisfazione, e di cui scriverò una di queste sere in un post specifico. Magari ancora sporca di farina...
In ogni caso, per il "pranzo d'addio" (via libera alla tragicità) ho scelto questa preparazione che non è una crema pasticcera, perché non contiene amidi, né una crema inglese, perché è più consistente: diciamo che è una via di mezzo!
La ricetta è della famigerata Mrs Beeton, la quale ha il pregevole dono di far sembrare complicate le cose semplici, e l'intelligente tendenza a cercare di sporcare quante più ciotole possibile (senza togliere nulla al mio affetto per lei, assolutamente...)
Io ho quindi diminuito un pochino la quantità di stoviglie chiamate in causa e, al posto del brandy da lei suggerito per aromatizzare la ricetta, ho messo la pina colada (raddoppiando le dosi ehehe)... E sopra, un topping di cocco tostato con poco zucchero di canna. Yum! La crema è delicatissima, con una consistenza setosa da paura e un gusto di cocco che fa estate ma non è troppo predominante.



La ricetta della custard di Mrs Beeton

Ingredienti
  • 75 g di zucchero
  • scorza di 1 limone in una striscia sola (per comodità)
  • 600 ml di latte
  • 5 uova
  • 50 ml di pigna colada
  • una tazza di cocco rapé
Portare a bollore lo zucchero, il latte e la scorza di limone in un pentolino antiaderente col fondo spesso, poi filtrare il tutto in una ciotola di metallo e lasciare raffreddare 10 minuti. In una caraffa sbattere le uova e versarle mescolando nel latte tiepido, poi filtrare il tutto di nuovo nel pentolino. Cuocere a fuoco DOLCISSIMO (davvero, non dolce... di più!!!) fino a quando la crema non si addensa. E' fondamentale che la preparazione non raggiunga il bollore, altrimenti si straccia in men che non si dica. Appena è pronta togliere dal fuoco e unire il liquore mescolando delicatamente. Lasciar raffreddare. 
Nel frattempo preparare il topping facendo tostare in una padellina una tazza di cocco rapé con due cucchiai di zcchero muscovado per pochi secondi. Spolverarlo sulla crema fredda e degustare, preferibilmente sul divano guardando un episodio di Poirot. Ooooh, yes.


venerdì 24 agosto 2012

Madeira Cake

Il caldo continua a imperversare, e lo so. Io ho tentato di resistere senza accendere il forno. Ci ho provato davvero. Ma era una situazione snervante! Perciò, la mia astuta Madre ha avuto la meravigliosa idea di spostare il fornetto in cantina... E detto fatto! Libero accesso all'elettrodomestico del cuore e cucina fresca garantita! 
Dopo questa toccante manifestazione di affetto genitoriale, non potevo che sdebitarmi cuocendole un dolcetto ;-)
Ebbene, voi non ce l'avete una mamma o un babbo a cui piace portarsi da casa la merenda in ufficio? Io si... E allora ho preparato queste piccole torte, perché volevo provare la ricetta della classica Madeira cake. Vi dirò... è buona! Proprio una di quelle cose dall'aspetto semplice che quando le mangi ti fanno sentire bene. 
Io poi ho usato uno di quei trucchi-vecchi-come-il-mondo: si taglia la calotta, ci si fa un buco con una formina da biscotti. Si spalma marmellata (fragola! homemade!) sul dolcetto e, rimesso il coperchio, se ne aggiunge ancora nel foro. 
Procedimento che ovviamente NON va fatto su quelle tortine che inevitabilmente finiranno nel vostro freezer! Certo, perché già che vi occupate della merenda della vostra mamma, non gliela volete fare una scorta per tutta la settimana?!


La ricetta della torta Madeira

Ingredienti:
  • 100 g di burro ammorbidito
  • 100 g di zucchero
  • 225 g di farina
  • 1 cucchiaino di bicarbonato
  • 1 cucchiaino di cremor tartaro
  • un pizzico di sale
  • 4 uova leggermente sbattute
  • 1 cucchiaino di succo di limone
  • 1 cucchiaino di scorza di limone
Sbattere il burro e lo zucchero fino a renderli spumosi. Setacciare insieme la farina, il bicarbonato, il cremor tartaro e il sale. Setacciare un terzo degli ingredienti secchi sopra al composto di burro e zucchero e incorporarli bene. Incorporare un terzo dell'uovo e metà del succo e scorza di limone. Aggiungere i rimanenti ingredienti in altre due volte, amalgamando bene dopo ogni aggiunta per ottenere un impasto liscio e cremoso.
Versare il composto in stampini piccoli (per me rotondi) imburrati e infarinati e cuocere a 170° finché i dolci non sono ben lievitati, dorati e non si staccano leggermente dallo stampo.

Adesso è la volta del trucco-vecchio-come-il-mondo moment... 
Fatto il misfatto potete infilare sulla sommità del vostro capolavoro un fruttino essiccato che richiami la confettura. Cosa che io non ho fatto perché la fragolina secca non ce l'avevo. Così, ho messo un lampone... 

Tartufi di quinoa senza cottura

Eccomi di ritorno da Liverpool... E, ovviamente, ad accogliermi in Italia trovo un caldo allucinante e niente affatto appropriato. Però Squirrel Baker ha bisogno di... produrre!!! Che fare? Gratta gratta la testolina, viene velocemente elaborata una ricetta da fare senza forno/fornello e che abbia anche una qualche parvenza di "light" dopo le scorpacciate di delizioso food britannico ;-)
Si tratta di palline fatte con la quinoa soufflé, che per chi non lo sapesse é, in pratica, l'alternativa sana e proteica ai Rice Krispies... A me infatti piace tantissimo mangiarla nel latte a colazione, al posto dei cereali o magari insieme ai fiocchi d'avena, ai quali tra l'altro si può benissimo sostituire in molti dolci. 
Questi tartufini, oltre a fornire una buona dose di proteine, danno anche tanta energia perché contengono cocco disidratato... e un goccio di rum, che ci sta bene e fa esotico! Mi raccomando, non esagerate... Non è opportuno ubriacarsi con la merenda, o almeno così dicono.


La ricetta dei tartufi di quinoa

Ingredienti
  • 90 g di quinoa soufflé
  • 70 g di zucchero
  • 25 g di cocco disidratato
  • 50 g di burro
  • 4-5 cucchiai di rum scuro o, volendo, Malibu
Mettere la quinoa nel mixer e frullarla a intervalli per un paio di minuti. Attenzione! Lo scopo non é assolutamente quello di polverizzarla: vogliamo solo farle perdere un po' di volume. Aggiungere lo zucchero e il cocco quindi mixare ancora per un minuto. Inserire il burro tagliato a pezzetti e far amalgamare il tutto. Versare rum a piacere, a seconda di quanto se ne mette potrebbe essere necessario aggiungere anche un po' d'acqua per legare l'impasto (io con la mia dose di rum l'ho messa).
Rovesciare il composto su un foglio di pellicola trasparente, dargli la forma di un cilindro con diametro 5 cm, avvolgerlo strettamente e lasciarlo rassodare in frigo per almeno 1 ora. 
Trascorso questo tempo tagliare il rotolo in fette spesse 1 cm, tagliare ogni fetta a metà e formare le palline. Sistemare in pirottini degni di questo nome. Conservare in frigo e consumare nel giro di qualche giorno. 

Nota: Questa é la ricetta base, che ovviamente si può arricchire secondo il gusto di chi poi "deve" mangiare! Ecco alcuni suggerimenti:
  • Non vi piace il rum? Non mettetelo! Scegliete un altro liquore (io d'inverno metterei quello alla castagna), un succo di frutta o un mix di essi.
  • Aggiungete due cucchiai di cacao amaro, diminuendo un po' i liquidi.
  • Sbizzarritevi con le spezie! Zenzero, peperoncino, noce moscata, cannella...
  • Rotolate i tartufi finiti nel cocco e/o cacao.
  • Sostituite 10 g di quinoa con altrettanti di semi di sesamo o di papavero.
  • Unite all'impasto della frutta secca/essiccata tritata, o delle gocce di cioccolato.
Come al solito, gestiteli come vi pare!

Ah, dimenticavo: se non volete correre il rischio di divorare tutti i tartufini nello stesso pomeriggio :-), potete anche congelarne una parte per toglierli di mezzo...



Enjoy your healthy treat!


martedì 7 agosto 2012

Food rules #3

Evviva, eccomi con la mia serie di post preferita ;-)
Vediamo cosa ci dice stavolta Michael...

Terza regola: EVITATE PRODOTTI ALIMENTARI CONTENENTI INGREDIENTI CHE NESSUN UMANO NORMALE TERREBBE NELLA CREDENZA.
"Digliceridi etossilati? Cellulosa? Gomma xantana? Calcio propionato? Ammonio solfato? Se non ci vorreste cucinare voi stessi, perché permettere ad altri di utilizzare questi ingredienti per cucinare per voi? Il complesso di elementi chimici dello scienziato alimentare è concepito per aumentare la conservabilità, per far sembrare il cibo vecchio più fresco e appetibile di quello che è in realtà, e per farvi mangiare di più. Che questi additivi costituiscano o meno un rischio per la vostra salute, molti di essi non vengono consumati dagli umani da molto, quindi è meglio evitarli". Michael Pollan

Io sono d'accordo al 100%... E voi?

lunedì 6 agosto 2012

Ciambelline con marmellata di carote


Ecco qui un'altra ricettina buona e deliziosamente facile per la vostra colazione :-)



Queste pastine sono cotte negli stampi delle ciambelle, quindi le ricordano nella forma, anche se nella sostanza sono più leggere e molto più essenziali, dal momento che per l'impasto basta seguire una ricetta del pan di Spagna... Io per 12 ciambelline ho usato: 70 g di farina, 50 g di fecola, 5 uova e 125 g di zucchero e ho unito gli ingredienti secondo il solito procedimento, poi ho riempito i miei stampi e ho cotto per un quarto d'ora a 170°. Fino a ora semplicità terrificante no? Bene. 
Dopo aver fatto raffreddare un po' i dolcini li ho sformati, e a quel punto ho cominciato a sentire le sinapsi che schioccavano nel tentativo di produrre un'idea per riempire quei tristi buchi.


Per fortuna un paio di giorni prima, nella mia follia, avevo fatto la marmellata di carote e cardamomo, e non le avevo ancora dedicato la giusta attenzione... Quindi ci ho sbattuto sopra quella! Purtroppo non avendola assaggiata non mi ero resa conto che, essendo lei una povera marmellata fatta a occhio, era un tantino sballata nelle dosi: consistenza perfetta, colore fantastico... Ma troppo zucchero e, soprattutto, TROPPO CARDAMOMO!!! Io per 5 carote avevo messo 200 g di zucchero e, udite udite, 6 bacche di cardamomo. Perché mi piace tanto. E effettivamente secondo me il risultato, pur dolce, era buono. Se però siete persone normali, fate così: diminuite la dose di zucchero a 180 g e mettete solo 3 bacche (aperte e con i semini pestati nel mortaio), in modo da ottenere un gusto più equilibrato. Anche qui, facile.it! Pelate le carote, grattugiatele e lanciatele nel pentolone con zucchero, succo e scorza di un limone e un paio di bicchieri d'acqua. Lasciate cuocere a fiamma bassa per circa 40 minuti mescolando alacremente e aggiungendo anche altra acqua se vi sembra che si asciughi... Comunque deve rimanere bella solida e con i pezzettini di carota ancora ben visibili, così la piazzate anche meglio sulle ciambelle! 


Per il resto, che devo dirvi? Mi butterò presto in qualche ricetta più elaborata e impegnativa, ma per adesso perdonate la mia pigrizia... Sono in vacanza! Anzi, a proposito, visto che sono appena tornata dalla Sardegna, dove a) mi sono abbuffata di dolci sardi, e b) ho (ovviamente) comprato un libro di pasticceria sarda, quasi quasi vi propino una serie di post a tema! Glicemia a rischio, ben intesi...

martedì 31 luglio 2012

Panini di... riciclo

Salve gente! Post velocissimo su qualcosa che ricetta no, non si può proprio definire; è più un'idea di riutilizzo, per rendere più carina e appetibile una sostanza che spesso si aggira minacciosa e frustrata nelle nostre cucine... o per lo meno nella mia: la pasta per la pizza avanzata (musica d'organo, prego).
Si, perché l'altro giorno, incoraggiata dalla temperatura assai amichevole, che si aggirava a malapena sui 35°, e tenendo a mente il fatto che mi ci voleva un pranzetto leggero, volendo nel pomeriggio andare in piscina senza avere il pancino troppo pieno, ho pensato bene di fare la pizza con salame e stracchino. La vedete la logica?...


In ogni caso, mi era avanzata una pallina di impasto e così ho colto al volo l'occasione per imbastire velocemente dei piccoli panini, complice il fatto che non avevo ancora utilizzato il mio adorabile stampo per mini-cakes comprato la settimana scorsa, dopo averlo a lungo desiderato con accesa passione. Voilà! Diviso l'impasto in due palline, messo negli stampini oliati, cosparso di semini di sesamo, fatto lievitare un quarto d'ora e infilato nel forno per un po'... il mio "materiale di riciclo" si é trasformato in due piccoli panini di aspetto niente male! Sono particolarmente contenta perché avevo cercato questo tipo di stampo per un sacco di tempo, perché volevo una teglia unica mentre di solito gli stampini rettangolari si trovano solo singoli, e francamente quelli lì mi sanno di fregatura... Per chi sta dalle parti di Firenze, l'ho preso da Bartolini :-)
La ricetta della pasta da pizza mi sembra veramente inutile scriverla, comunque io faccio sempre mezzo chilo di farina, un cubetto di lievito e acqua q.b.
Poi se avete più tempo perché non dovete scappare in piscina potete fare delle aggiunte molto più interessanti al vostro riciclo... Se però vi piacciono i semi di sesamo, provate a impastare i panini con un cucchiaino di tahine, che secondo me ci va! Buon recupero, che dopo ci si sente virtuosi...

martedì 24 luglio 2012

Food rules #2

E rieccomi a insistere con il mio adorato Michael Pollan! Oggi vi cito la seconda regola del libro, quella che è forse una delle mie preferite per la sua semplicità che tuttavia comporta mille implicazioni, espresse con quel po' di ironia che non guasta mai...

Seconda regola: NON MANGIATE NIENTE CHE LA VOSTRA BISNONNA NON RICONOSCEREBBE COME CIBO
"Immaginate la vostra bisnonna (o nonna, a seconda della vostra età) al vostro fianco mentre percorrete i reparti del supermercato. Siete insieme davanti alla sezione dei latticini. Lei prende in mano una confezione di Go-GURT Portable Yogurt [sarà un prodotto confezionato che vendono solo in America 0_0] e non ha la più pallida idea di cosa potrebbe mai essere questo cilindro di plastica pieno di gel colorato e aromatizzato. E' cibo o dentifricio? Adesso al supermercato ci sono migliaia di prodotti edibili che i nostri antenati semplicemente non riconoscerebbero come cibo. Le ragioni per evitare di mangiare dei prodotti alimentari così complicati sono molte, e vanno oltre i vari additivi chimici e i derivati di mais e soia che contengono, o i tipi di plastica in cui sono tipicamente impacchettati, alcuni dei quali sono probabilmente tossici. Oggi i cibi sono lavorati secondo modalità specificamente sviluppate per indurci a comprare e mangiare di più attraverso la stimolazione della nostra innata preferenza per il dolce, il grasso e il sale. Questi sapori sono difficili da trovare in natura ma sono replicabili dagli scienziati facilmente e a buon mercato, con il risultato che il cibo lavorato ci induce a consumare molto di più di queste rarità di quello che ci fa bene. La regola della bisnonna vi aiuterà a tenere la maggior parte di questi prodotti fuori dal vostro carrello.
Nota: Se la vostra bisnonna era una pessima cuoca o mangiava male, potete sostituire la bisnonna di qualcun altro - i siciliani o i francesi funzionano particolarmente bene". Michael Pollan

Insomma, ve l'immaginate la scena della spesa con la bisnonna?? Non credo che sarebbe necessario andare fin negli U.S.A. per sconvolgere la povera vecchietta... Dubito assai che le molte schifezze contrabbandate qui in Italia come deliziose novità le farebbero una buona impressione. Non mi metterò certo a elencare tutte quelle che mi vengono in mente, ma questo sì, lo devo dire: ecco, avete presente quella roba nella bomboletta che spacciano per "ultima-frontiera-di-ogni-possibile-ricetta-a-base-di-uova"? Quell'immonda bruttura che, spruzzata in padella, dovrebbe produrre la frittata più buona della vostra vita? Oddio vi giuro, ho appena avuto un brivido, non scherzo. Ma che ci sarà dentro?! Non che io lo voglia realmente sapere. Però è un buon esempio per accorgersi di quanto cibo finto cercano di rifilarci, infiocchettandolo come miracolo di comodità e gusto. Bah! Io la mia bisnonna non l'ho mai conosciuta, però sono sicura che se mi avesse vista in crisi al supermercato, ferma davanti al banco frigo a inveire da sola contro gli ingredienti dello yogurt, mi avrebbe dato un colpetto sulla spalla, presa per mano e, una volta a casa, mi avrebbe cucinato le verdure ripiene per consolarmi. Mi piace pensarla così :-)